Ad ogni vino il suo calice

Ad ogni vino il suo calice

Ad ogni vino il suo calice, la sua anima gemella. Ma come facciamo a scegliere il giusto compagno per racchiudere il nettare di ogni bottiglia? Seguendo caratteristiche ben precise create appositamente per esaltare/contenere gli aromi. Se sei in alto mare, leggi qui!

Se è vero che a tutto c’è un perchè, allora ci sarà anche per capire come mai c’è ad ogni vino il suo calice. Innanzitutto è bene tenere a mente che un calice adatto a degustare deve possedere dei requisiti specifici. Vediamo quali sono.

Le caratteristiche per un calice perfetto

  • Deve essere incolore e assolutamente trasparente, pulito e asciutto, per permettere l’osservazione del colore del vino in tutte le sue sfumature cromatiche (Degustazione visiva)
  • Deve avere inoltre lo stelo, sottile e possibilmente in cristallo, in modo che il calore della mano non raggiunga il vino, modificandone i profumi (esame olfattivo);
  • Deve avere capienza sufficiente in modo da contenere la giusta quantità di vino senza tuttavia essere colmo, per consentire agli aromi di sprigionarsi e raccogliersi nella parte superiore del calice, prima di giungere al nostro naso o alla nostra bocca.

Guida pratica alla scelta dei calici

Le diverse tipologie di calici per degustare il vino, vanno individuati in base alla classificazione dei vini stessi. Pensiamo ai vini come a delle persone e ai calici come a dei vestiti. A ognuno va il suo!

Qui sotto, passiamo in rassegna le forme che non devono mai mancare spiegando come abbinarle e perché.

  1. per i vini bianchi giovani, freschi e con profumi delicati e non particolarmente intensi (ma anche rosati giovani) utilizzeremo un bicchiere di medie dimensioni.
  2. Per i vini bianchi più maturi ed intensi useremo un calice più grande ed ampio per permettere agli aromi di liberarsi e diffondersi.
  3. I vini rossi di medio corpo ed affinamento danno il meglio in calici di media dimensione ed ampiezza, come il classico Ballon.
  4. I vini rossi di più lungo affinamento richiedono un calice molto ampio, per permettere una maggiore apertura del ventaglio di profumi. E’ il caso del gran ballon, che può anche arrivare ad avere il bordo svasato per permettere una ancora migliore vicinanza del naso all’interno del calice dove gli aromi si propagano e si fondono tra loro.
  5. Per i vini rossi da Bordeaux o comunque vini di taglio bordolese e lunga affinatura in botte, si consiglia il calice molto ampio sul fondo in modo da permettere adeguata ossigenazione e far “aprire” il bouquet aromatico in maniera armonica, ovvero limitando la predominanza del tannino astringente.
  6. Per i vini spumanti metodo charmat, come ad esempio il Prosecco, la tradizionale flûte è indicata perchè permette di apprezzarne i profumi fruttati e dolci.
  7. Per i vini spumanti metodo classico, la flûte cede il posto a calici più ampi, detti tulipani, che meglio permettono la diffusione degli aromi, la cui dimensione permette di apprezzare la brillantezza e il fine perlage. Non a caso, da qualche anno è molto utilizzato il calice “ca’del Bosco” con una forma simile a tulipano ma più ampia sotto e sfumata stretta sopra, per far roteare gli aromi complessi di lieviti o struttura e non far evaporare troppo in fretta il fine perlage.
  8. per gli spumanti dolci e aromatici, come ad esempio l’Asti, si utilizzava la tradizionale coppa di champagne ma è ormai caduta in disuso e possiede più che altro un valore simbolico.
  9. Per i vini passiti o liquorosi, data la preziosa raffinatezza dei primi e il grado alcolico dei secondi, si utilizza un calice di piccole dimensioni, c.d. tulipano piccolo, leggermente rotondo per la diffusione degli intensi profumi; lo stelo è in genere molto allungato, per dare eleganza al bicchiere e facilitarne la presa.
  10. Il calice “ISO”. La sua forma e dimensione sono stabilite dall’International Oragnization for Standadrization (ISO) e si riferiscono ad un calice piccolo, tozzo e oblungo, che vorrebbe essere un compromesso tra le caratteristiche di tutti i calici insieme e che, in quanto tale, consenta la degustazione generica.

Occhio alle temperature di servizio

Data l’importanza della temperatura nella degustazione del vino, i bicchieri dovrebbero essere portati alla temperatura del vino da degustare prima del loro utilizzo: freddi per gli spumanti o champagne, freschi per vini bianchi e passiti, ambiente per i vini rossi. Andrebbero lavati in acqua corrente e accuratamente risciacquati se si utilizzano detersivi. Nell’asciugarli, si dovrebbe utilizzare un panno di lino, che non lascia pelucchi sulle pareti.

Ed infine, vi è mai capitato ad un corso di degustazione che il perlage dello stesso vino spumante sparisse prima nel vostro calice rispetto al collega di fianco? Sveliamo il mistero: il brillantante!

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