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Franciacorta o Prosecco: quale scegliere per le tue occasioni speciali?

Franciacorta o Prosecco: quale scegliere per le tue occasioni speciali?

Perlage. Bollicine. Acidità. E poi, Degorgement, Blanc de Blancs, Blanc de Noirs. Quante volte ci è capitato di essere disorientati davanti a queste parole tecniche e dover scegliere cosa acquistare così, un po’ casualmente? Bene, cerchiamo oggi di fare chiarezza sulle due macro-categorie esistenti in ambito di spumantizzazione:

-Metodo Classico, detto anche Champenoise dalla regione francese Champagne (ad es. Franciacorta);

-Metodo Martinotti o Charmat, rispettivamente dai nomi dell’inventore e del responsabile del brevetto (ad es. Prosecco).

Partiamo da una distinzione tecnica: la modalità di rifermentazione.

Nel metodo classico, la seconda fermentazione avviene direttamente in bottiglia. Si procede con la fase di remuage, ossia di sapienti movimenti rotatori delle bottiglie per spingere gradualmente i lieviti residui sul fondo. Una volta raggiunta la posizione verticale, il prodotto è pronto per la fase di sboccatura (degorgement), atta ad eliminare i lieviti. Fondamentale controllare la data di sboccatura, per comprendere se si è nel periodo ideale per il consumo della bottiglia al momento dell’acquisto (idealmente entro i due anni, ma se conservato adeguatamente in cantina anche dopo 10 anni!). Si prosegue con il dosaggio inserendo il liquer d’expedition, la cui composizione varia tra vino, zucchero e talvolta distillato, e che rappresenta uno dei principali fattori di differenziazione tra le bottiglie a parità di vitigno e metodo. Per questo motivo il dosaggio viene altresì definito “il segreto aziendale”, l’unicità di una bottiglia. Tempo medio di produzione: da 24 a 36 mesi.

Diversamente, nel metodo charmat, osserviamo la seconda fermentazione in autoclavi, motivo per cui non si assiste né al remuage, né alla fase di sboccatura, incidendo positivamente sulla rapidità di produzione (da 1 a 6 mesi), ma negativamente sulla qualità e persistenza delle bollicine, in generale costituendo una netta differenza negli aromi finali.

Consideriamo ora una distinzione basilare: il vitigno di partenza.

Un metodo classico, che sia Franciacorta, Trento DOC, Champagne, ecc, viene ottenuto da uve CHARDONNAY in maggioranza, con possibile aggiunta di uve PINOT BIANCO  e/o PINOT NERO (per la produzione italiana) e/o PINOT MEUNIER (per la produzione francese). E’ fondamentale sapere questo per riconoscere, al momento dell’acquisto, la dicitura “Blanc de Blancs”, bianco ottenuto da uve a bacca bianca, da “Blanc de Noirs”, ovvero bianco ottenuto da uve a bacca rossa.

Un metodo charmat, si ottiene in Italia principalmente da uve GLERA, per il famoso Prosecco, così come uve MOSCATO per il noto Moscato d’Asti (da notare in questo ultimo caso che è vietato il dosaggio in quanto il Moscato è un vitigno aromatico).

Alla luce di questa analisi, rispondiamo ora al quesito:  opteremo per un Franciacorta metodo classico se in mente abbiamo un vino spumante di corpo pieno, con aromi di crosta di pane (derivante dai lieviti in bottiglia) e pasticceria secca, confetture e burro, con bollicine di grana fine e persistente, che leghi bene con pescato, carni bianche, salumi raffinati, risotti; sceglieremo un Prosecco metodo charmat, quando la nostra preferenza olfattivo-gustativa verte su fiori bianchi, frutta fresca come mela e pera (aromi primari), leggerezza del corpo, abbinabilità dai crudi di pesce sino al dessert, seppur con bollicine più grossolane e di rapida evanescenza.

Articolo di Elenia Russo

Elenia Russo

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